domenica 21 aprile 2019

Gigi farmacista


Gli ultimi tempi s’era ormai rassegnato
e pensava alla vedovanza come a una liberazione
“Non fraintendermi ma quando arrivi ad un certo limite non ne puoi più”
Tutti i giorni era di fianco al letto a vederla consumarsi.
Un giorno ho incontrato una amica che fa l'infermiera e chiacchierando
m’ha detto che nessuno l’avrebbe curata come ha fatto lui,
a volte le ragazze della scuola infermieri piangevano a vederli in camera.
“Non una liberazione per me ma per lei, volevo che mi lasciasse
e non riuscivo a pensare come avrei fatto a vivere senza lei
sono sentimenti che non riesci a governare, sono contrastanti
e non ci capisci niente, io non sono tanto colto da raccontarli nel modo giusto.
Poi è finita e mi son ritrovato solo e è stato anche peggio,
era come se lei mi avesse piantato, mi son sentito come un uomo tradito
a volte l’ho persino odiata ma poi mi dicevo che non era possibile
odiare chi ho amato per 40 anni e c’ho diviso una vita”
Mi raccontava queste cose mentre stavamo seduti al bar dopo anni che non ci si vedeva,
ci siamo ritrovati perché dopo i fatti di cui sopra è tornato a vivere in paese.
Abbiamo passato insieme gli anni in cui lui faceva farmacia
e s’andava insieme al giardino botanico a seguire le lezioni
io stavo con lui anche se non ero iscritto a ogni diapositiva che la prof ci mostrava
mi alzavo a chiedere chiarimenti o esclamavo “Bellissimo!”
oppure “Ci rifaccia vedere quello di prima… no, non quella, quella di prima ancora”
Lei era contenta di tanto entusiasmo e gli studenti ridevano
mentre Gigi mi tirava giù per farmi mettere seduto.
Poi si tornava in paese con la mini rossa e mettevamo l’orologio
“Pronti… via, oggi facciamo il record”
A volte facevamo la scorciatoia che aveva qualche chilometro di sterrato
e lasciavamo dietro una nuvola di polvere e le donne di San Gregorio
correvano a prendere i bambini dalla strada o a raccogliere i panni stesi
e c’insultavano quando passavamo.

“Adesso sto con la Pinuccia, ci siamo trovati l’anno scorso alla gita della Faum*
e dopo 5 anni di solitudine  ho pensato che forse un po’ di compagnia
avrebbe fatto bene a tutti due. Siamo andati in giro a fare dei viaggi,
prima di un giorno a Gubbio, Assisi o Perugia poi anche un po’ più lunghi
ma abbiamo sempre dormito in camere separate finché una sera lei mi ha detto
che forse potevamo anche andare nella stessa camera, avremmo anche risparmiato
e così abbiamo dormito nello stesso letto, abbiamo fatto il cucchiaio”
“Che roba è il cucchiaio?”
Lui mi guarda e crede che io abbia pensato ad una posizione da kamasutra (infatti…)
“Scemo, è come stare sulla sedia solo che stai orizzontale”
“Si, si certo ho capito”
“Ma non l’ho toccata, poi la mattina ho trovato il coraggio e gliel’ho detto”
“Detto cosa” non nascondo che avendo raggiunto la settantina
ormai forse aveva quasi raggiunto la pace dei sensi.
“Le ho detto che non ce la facevo, io amo ancora mia moglie 
e non riesco a pensare di farlo con un’altra donna anche se lei non c’è più”
“E lei?”
“Lei ha capito e m’ha detto che alla nostra età non c’è bisogno di fare i ragazzi
si può stare insieme da affezionati e così abbiamo deciso
che per adesso qualche volta si può dormire insieme poi si vedrà
se sarà il caso di andare a vivere nella stessa casa”
“Io Gigi, non ho mai pensato che potessi avere un amore così intenso
eri matto come un cavallo, insieme ne abbiamo fatte da galera e adesso ti scopro
così innamorato di tua moglie”
“Perché te non lo sei?”
“Non sto facendo un confronto, ti sto dicendo che conoscendoti
come t’ho conosciuto io non avrei creduto che fossi così”
Per tutto il tempo ha rigirato il caffè nella tazzina e poi m’ha detto
“Ti ringrazio del caffè ma non mi va, l’ho preso per farti compagnia  ma non mi va
sarà per un’altra volta, quando ci vediamo?”
“Martedì, io son qui tutti i martedì”
“Allora a martedì mattina, ciao”
Da quando ho ricominciato a camminare senza stampelle ho deciso
che tutti i martedì mattina vado al paese, mi mancava,
mi mancavano i muri che conosco, le strade, il bar e la gente che mi saluta
mi mancavano gli amici con cui son cresciuto e perfino le chiese coi quadri.
E passando per le strade mi vengono in mente le scorribande
e i baci furtivi negli androni le voci che vengono giù dalle finestre  
e  gli odori dei sughi e dei soffritti e mi dico che Gigi ha ragione
a essere innamorato così intensamente di sua moglie,
l’amore se ti prende davvero è una cosa che puoi tentare di mettere da parte
ma poi torna, non ti lascia mai, è un tarlo di cui t’accorgi quando il buco è ormai grosso,
ma certo che lo capisco, lo capisco benissimo,
perché anch’io sono uguale a lui e me ne sono accorto tardi,
ci voleva Gigi ad aprirmi gli occhi e a farmi capire che sono
profondamente innamorato di questo depresso paese.

*) Federazione Alpinisti Umbro Marchigiani antico sodalizio 
composto ormai da ultranovantenni che l’unica escursione che fanno è quella
del pranzo dell’Epifania.

14 commenti:

  1. Nei paesi la vita sembra avere ancora sapore, i ricordi sono più facilmente condivisi, il tempo è memoria

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  2. La vita di paese è diversa da quella di città, qui tutti si conoscono e s'imparentano.
    Siamo rimasti in due a leggere da queste parti.

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  3. Ho dovuto leggere il tuo racconto 4 volte per entrare in tutta la sua bellezza. È una perla di tutto quanto serve sentire e tenere nel cuore. Io non so se ne sarò mai capace verso il mio coniuge... Certamente lo sono verso il mondo che avvolge la mia casa: arresa alla sua vita che indipendentemente da me vive e mi riempie di doni meravigliosi.
    Ciao Paolo
    Un abbraccio e grazie.

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  4. Come sarebbe a dire "non sarai capace" !? Voi ragazze siete capaci di tutto. Ciao Nou

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  5. Delicata e struggente storia dalla morale dura ma pura: ogni stagione ha il suo tipo di amore (che tuttavia non significa sia meno intenso).

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  6. Alla durezza non avevo pensato, ciascuno di noi vede nei fatti che gli accadono intorno cose diverse, mi piace conoscere i diversi aspetti delle mie storielle. Ciao Nela, come dite ciao voi portoghesi?

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  7. Un farmacista triste e una Pinuccia coraggiosa. Ma quanto sono belli questi tuoi racconti...grazie. Mìgola

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    1. Migola, allora ci sei! Io sono ancora a Mary Celeste, aspetto il prossimo post. Ciao.

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  8. L'amore, quel tipo d'amore, è per sempre. Chi lo ha attraversato lo sa e a volte riesce pure a scriverne. È un racconto che possiede una grande forza dentro, mi è piaciuto molto.

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    1. Quando avrò l’età di Camilleri farò lo scrittore e mi pubblicherà Sellerio di Palermo, avrò un mare di quattrini che non spenderò in sigarette ( ho smesso da anni) ma in Computer e libri e macchine fotografiche e cellulari pazzeschi. Poi arriverà il gran momento e di tutte queste minchiate non mi importerà più nulla e l’unica cosa che ricorderò, l’unica di cui mi importerà sarà un viso e le parole che vi scrissi sopra quando non ero uno scrittore ma solo Enzo.
      Questa è una delle più belle presentazioni di blog che abbia letto, verrò a leggere il resto. Ciao.

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  9. bello, come tutti i tuoi racconti.
    ogni tanto dopo cena guardo quella trasmissione su rai tre che racconta storie di amori tardivi, e ogni volta penso che io non ce la farei.

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    1. Silvia, probabilmente troverei una compagna che mi aiuti a cambiare il pannolone, spero di non trovarmi in questa situazione e andarmene prima di mia moglie, quello che non farei è mettere in piazza le mie cose come quelli che vanno in tv.

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  10. Conosci qualcuno che vorrebbe morire DOPO il proprio congiunto?

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