lunedì 17 dicembre 2018

E adesso sono qui


E adesso sono qui, nel fondo di un letto a pensare come sia successo
e più ci penso e meno me lo ricordo, c’è un buco nella memoria
ricordo solo che ho allungato una mano per prendere la maniglia
e poi mi rivedo a terra, quello che ci sta in mezzo è buio pesto.

E’ dalla mattina presto che mi son messo a preparare la barca per l’alaggio,
ho tolto le vele le ho lavate, stese e piegate per bene,
sfilato le drizze e messo da parte le scotte per lavarle,
smontato la linea d’ormeggio che non potevo lasciarla lì,
non ho neanche pranzato e quando mi hanno telefonato
per dirmi che toccava a me ho portato la barca sotto la gru.
Inutile dire che ho aspettato inutilmente quell’idiota
che aveva promesso “ Mi libero e vengo, alle due sono lì”
Son più scemo io che credo alle sue promesse,
sta di fatto che m’ha toccato fare tutto da solo
e anche adesso che ne avrei bisogno senza meno, lui non c’è.
La barca alata è sul carrello e io prendo una scala
per finire di sistemare e chiuderla che per st’inverno non la tocco più
ma ad un tratto succede tutto e io adesso non ricordo come,
mi ritrovo per terra che non riesco a dire niente,
 mi viene in mente che lì vicino c’era Massimiliano,
lo chiamo ma non esce un filo di voce poi finalmente un urlo.
E’ il suo, io riesco solo a sussurrare “La testa, la testa”
“Cos’hai alla testa”
“Non so, vedo appannato e doppio”
“Non ti muovere che chiamo qualcun altro”
Arrivano una decina e per fortuna che c’è anche Luciano,
lo convinco a caricarmi sulla macchina e portarmi al pronto soccorso.
E’ una stupidaggine ma in quel momento parevano tutti paralizzati
e nessuno chiamava il 118.
Durante il tragitto la vista migliora fino a stabilizzarsi, un bel pensiero in meno
che in quel momento era la cosa che mi preoccupava di più,
arriviamo al pronto soccorso, mi mettono su una barella
svengo dal dolore e mi svegliano a schiaffi,
vedo la mano insanguinata dell’infermiere che capisce che l’ho visto
e mi spiega che non è niente, ho un sassolino infilzato nello zigomo,
me lo toglie con un paio di pinze che se faceva con le mani faceva meno male.
TAC, raggi e polso ingessato, mi hanno cambiato letto almeno 4 volte
e ogni volta era come se mi dessero martellate al bacino e alla fine la promessa che
“Appena arriva una ambulanza ti portiamo a casa tanto col bacino rotto
non possiamo farci niente, devi stare un mese a letto e basta”
Luciano è rimasto sempre con me finché alle dieci non è arrivato Michele.
L’ambulanza arriva a mezzanotte passata, manco dovessimo andare in discoteca,
arrivo a casa alle una e venti.
E’ stato il viaggio peggiore della mia vita, non ho ancora capito se l’autista
andava in cerca delle buche sulla strada o erano le ruote dell’ambulanza che erano ovali,
prendeva le curve più veloce che i rettilinei e io non riuscivo a tenermi
una tribolazione che manco Torquemada avrebbe potuto far peggio.
Arrivati a casa Michele tira fuori un antidolorifico che dovevo prendere un’ora fa.
L’avrei ammazzato! “Hanno detto di non esagerare che è un oppiaceo”
Lo prendo sperando che mi faccia capire che stavo vivendo un sogno,
no, per una volta che volevo sognare è tutto vero,
fortuna che dopo poco mi addormento.
…Segue…




15 commenti:

  1. Uh rimartella sulla tastiera, pare quasi nuovo, usato restaurato 😀

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    1. Non sono molto svelto, anche perché a stare seduto ho ancora dolore e ci posso stare per poco tempo. Grazie anche a te per l'aiuto e lo sprono che quasi quotidianamente m'hai dato.

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  2. Mi di ingroppa lo stomaco pur sapendo che sei guarito...

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    1. Non sono ancora guarito, ho idea che ci vorrà ancora tempo soprattutto per il polso. Ciao Nou

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    2. La guarigione completa è lenta nelle fratture. L'importante è che un po' alla volta ritorni quello di prima e che ci sia uno stop a queste brutte avventure. Io vi voglio, sia te che tua moglie di nuovo entusiasti di viaggiare per mare con la vostra bella barca.
      Adesso che il peggio è passato non c'è che aspettare senza scoraggiarsi. Ma che peccato, che peccato...chi lava i piatti, ora? Se fossi vicina vi darei volentieri una mano!
      Spero che ti riprenda nel più breve tempo possibile, un abbraccio
      Nou

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  3. Pur conoscendo già la storia, a leggerla fa ancora paura, ma scriverne è anch'esso un aiuto (seppur metaforico) alla guarigione.

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    1. C'ho messo una settimana a scrivere ste righe e ho idea che ci metterò parecchio a scrivere il resto. Comunque hai ragione a dire che mi serve a guarire ed è servito anche il tuo sostegno e quello dell'Amanda. E' incredibile quanto persone che non si conoscono possano darsi una mano! Grazie.

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  4. Un mese fermo! Meno male che è inverno! Ti auguro comunque di guarire in fretta, che tu non mi sembri molto il tipo che riesce a star fermo a lungo :)

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    1. Vero, il mese è passato e sono in piedi (si fa per dire)

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  5. Che brutta avventura! Ma perché sei caduto?

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    1. Silvia, non so perchè son caduto, è un istante buio che non ricordo.

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  6. Quindi non sarebbe il caso di fare qualche controllo?

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  7. La TAC ha sentenziato che va tutto bene; non avrei mai creduto.

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  8. Meglio così allora. Sarai scivolato, la barca ha il brutto vizio di essere sempre un poco umida. Buon Natale!

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    1. C'ho appoggiato una scala per salire lassù come la vedi in foto e quando sono arrivato in cima la scala è scivolata e io son caduto.

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