lunedì 24 dicembre 2012

La pecorina


 
Da qui si vedono bene Antonio e l’Amalia (meglio la Malia) che sfaccendano:
entrano e escono di casa, con una ramaccia mandano via dall’orto una gallina
raccolgono due pomodori o fanno qualcos’altro;
si muovono male e lentamente curvi come sono,
si reggono tutti due su un bastone scortecciato
che avrà fatto di sicuro Antonio.
I bastoni d’ornello (quello con cui si fanno gli archi per le frecce)
sono più alti delle loro teste e si vede chiaramente che servono per reggersi
altrimenti cadrebbero all’avanti,
io li guardo e penso che se non ci fosse il bastone
parrebbero due che fanno il saluto comunista.
E pensare che una volta erano grandi lavoratori,
gli unici contadini rimasti in paese
stavano a ridosso delle mura
e lavoravano la terra che va dai muri al fiume,
e tra i campi di tabacco di Veleno e il ponte nuovo,
un gran rettangolo di terra diviso dai filari di viti
e nelle tavole c’era un po’ di tutto:  lupinella per le bestie,
granoturco per i polli, fieno per le vacche e i conigli,
e quello che serviva per casa.
Avevano due mongane, il maiale, qualche pecora, le galline e i piccioni
i conigli… insomma tutti gli animali che ci sono dai contadini.
Per me e il Bociolo era il nostro territorio,
lì si facevano le nostre cacce grosse con le fionde
per colpire l’aquila (dicasi piccione) il condor (la gallina,
ma il bersaglio era facile quindi di poco pregio)
il puma (il gatto ma non il suo) il caimano (la lucertola)
che, se si catturava vivo si legava e si metteva vicino al gatto
che tentava di acchiapparla mentre noi gliela tiravamo via
salvo poi lasciargliela quando eravamo stufi.
Andavamo nel fondo della nonna (La Malia)
e con un cucchiaino bucavamo le forme di formaggio
per mangiare il dentro.
Lei, la nonna, s’incazzava coi topi e metteva trappole dappertutto.
Antonio ci aveva insegnato a prendere i passerotti con la rete e col vischio,
poi però toccava ammazzarli a mano sennò tribolavano
e allora gli mettevamo il collo tra l’indice e il medio
e giravamo la mano in circolo, sentivi un tace e erano morti,
li portavamo alla Malia perché mamma e la Maria non li volevano,
perché toccava spennarli..

Il giorno prima della fine della scuola arrivarono i miei occhiali,
vado giù a farli vedere al Bociolo
e poi ci siam messi a tirare le frecce con l’arco
uno tirava e l’altro riparava la freccia con una cartella di scuola
Insomma, non so come, ma una freccia mi colpisce una lente dell’occhiale
“Bociolo, mi sa che c’ho i vetri nell’occhio”
“Fa vedere”
“Se ci vedono s’incazzano, andiamo sotto il ponte”
Quando siamo là lui, armato di un bastoncino,
mi cava due pezzetti di vetro dall’occhio.
“A me dà ancora fastidio ma mi pare che vada meglio”
Ci lasciamo e vado a casa a dire a nonna che si sono rotti gli occhiali;
lei mi risponde che non fa niente, ma devo starci più attento,
anzi quando gioco è meglio che li levo
se poi non li voglio portare è lo stesso
tanto se non li ha guariti santa Maria Goretti
non lo farà nemmeno l'oculista.
Era successo che anni prima, al passaggio della salma di santa Maria Goretti,
nonna mi aveva mandato a baciare non ricordo cosa
e lei intanto gli chiedeva la grazia per ridarmi la vista dall’occhio destro.
La poverina (la santa) era appena stata ammazzata da un bruto che la voleva violentare,
figuriamoci se aveva voglia di stare a sentire mia nonna!
Sta di fatto che io ancora dall’occhio non vedo bene
ma non mi ha mai dato problemi (che non sia questa la grazia?).
Avevo questi pensieri quando stavamo appoggiati al muro
davanti a casa mia e guardavamo laggiù i due vecchi curvi
che per vedere davanti dovevano rizzare la testa,
eravamo sotto un sole che mordeva, più in là c’era l’ombra del noce
ma stavamo lì lo stesso con la testa appoggiata ai bracci
tra il sonno e la noia
e forse sarà stato un colpo di sole  o di genio,
non so ma ad un certo punto mi scappa detto:
“La pecorina”
“Cosa”
“La pecorina”
“La pecorina cosa, che cazzo dici”
“Dico che possono fare solo la pecorina, li vedi come sono curvi?”
“ Testa di cazzo, come ti viene in mente, sono i miei nonni!”
“ Scusa Bociolo, m’è venuta così senza pensarci”
Prima silenzio per un po’, poi lui si mette a ridere come un matto,
si piegava e contorceva come non l’avevo mai visto.
Se non fossi stato sicuro che stava ridendo avrei creduto che stesse male.
Durò parecchio a ridere e io con lui e ogni tanto ci ripetevamo: ”La pecorina”.

Quando morì Antonio io ero fuori e non partecipai al funerale
ma quando morì la Malia c’ero e andai alla funzione.
In chiesa mi avvicinai per dare la mano al Bociolo che quasi mi trascina in sacrestia,
e quando arriviamo davanti al cantarano dove si cambia il prete,
si mette una mano davanti alla bocca e comincia a ridere:
stringeva la mano alla faccia e rideva
“Che cazzo c’hai da ridere”
“ La pecorina”
“Ma sei cretino, ti pare il momento?”
“Allora… che ci posso fare?!
Lo sai che non riesco a farla perché mi vien da ridere?
M’è capitato e ho fatto una figura di merda, non la posso più fare!”
“Dai Bociolo siamo in chiesa… è morta tua nonna…”
“Ma se abbiamo fatto più stronzate qui dentro che fuori!”
“Si, è vero ma io adesso torno di là”
“Va bene ma stammi distante che sennò mi fai ridere”

Certo gli son stato distante,
sono andato in fondo dove c’erano Bongo e gli altri.
“Com’è che state quaggiù?”
“Perché Cola c’ha i piedi piatti”
“E’ cinquant’anni che li ha così s’è accorto adesso?”
“ Adesso gli fanno male e il dottore gli ha detto che ce li ha piatti”
Gliel’abbiamo detto da sempre e non c’ha mai creduto, vallo a capire a Cola.
Siamo tutti lì appoggiati a un muro che sta su
da mille anni anche senza che lo reggiamo noi
e ripensando a prima m’è venuto in mente che a quattordic’anni,
in una estate sotto un sole vigliacco, senza capire cosa dicevo,
ho rovinato la vita sessuale al mio migliore amico,
abbozzo un sorriso e Bongo mi fa
“Che cazzo c’hai da ridere”
“Niente pensavo”
“Te sei idiota”.

34 commenti:

  1. Un racconto succoso:-) La pecorina...fa pensare. Un augurio da me che son Nicola e Rirì ch'è la mugliera:-)

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  2. Massimo, m'è venuto in mente Meneghello, a leggere questo racconto, in "Libera Nos a Malo", quando raccontava delle scorribande sue e dei suoi amici e sullo sfondo c'era la campagna e le mille avventure della vita all'aria aperta.
    Sull'episodio che ha rovinato la vita sessuale del tuo amico, devo sorvolare per sopravvenuta inibizione. Però ho riso.
    Ciao!
    P.S. ma c'era una foto o un video da vedere? In tal caso non ci sono riuscita

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  3. Ciao carissimo, sono solo passata a farti gli auguri: Buon Natale!!

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  4. Grandioso!
    Ero passato solo per farti gli auguri, e invece ho trovato in regalo un gustosissimo racconto.
    Comunque... Auguri lo stesso!! :)
    Buone Feste, e che tu possa avere un 2013 felice, fortunato e sereno!
    Ciao, caro nuovo amico!

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  5. Adoro i tuoi racconti, Numa.
    Buon Natale e Felice Anno Nuovo a te e ai tuoi cari!
    Lara

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  6. Ciao Massimo, buon Natale!
    Antonella

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  7. Cosa sono le mongane?
    Un racconto divertente, comunque!
    Cosa c'è di autobiografico?
    Ti passo tutto ma non l'uccisione degli uccellini, dài!

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    1. Dizionario online tratto da:

      Grande Dizionario Italiano
      di GABRIELLI ALDO mongana
      [mon-gà-na]
      A s.f.
      region. Vitella da latte

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  8. La pecorina non è propriamente il grazioso animaletto del presepe, che uno si sarebbe aspettato, vista la ricorrenza, ma, come sempre, sei riuscito a incuriosire e divertire con questo nuovo racconto e questa è la cosa più importante per chi come me è in cerca di motivi per sorridere

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  9. Nicolanondoc, grazie per la visita effettivamente fa pensare...
    nina spravvenuta inibizione rfinchè c'è vità niente è inibito.
    viola mi dispiace che tu non abbia letto, ringrazio per gli auguri e contraccambio.

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  10. zio scriba in proporzione il nuovo sta a me come a te sta il romenzo di formazione
    contraccambio gli auguri.
    Oh Ferri, commento lusinghiero, ho un sorriso di soddisfazione che manco te l'immagini.
    Auguri anche a te.
    Antonella, sei una dellepiù brave vetriniste del mondo,è ora di farlo sapere in giro,
    auguri di buone feste anche a te.

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  11. Silvia le mongane sono le mucche da mungere, son contento che ti sia divertita, sono preoccupato per quel comunque, allora non c'era la passione animalista che c'è oggi,
    l'uccellino era una roba da mangiare e c'isegnavano ad ammazzarlo senza rimpianti.
    Luigina grazie per la precisazione tratta dal sig. Gabrielli, sapere di averti fatto sorridere è oltremodo gratificante, sei la più amorevole sorellina alla cicuta che potessi avere.

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  12. mah cos'è poi questa pecorina..
    comunque non mi dare spiegazioni vah...
    visto che fai danni!! :)))))))))))))))))))

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  13. Bello. Ma bello bello.
    E poi dici a me, dei posticini che creo.
    Questo posto qui, ti porta ad Altrove senza doverti mettere le scarpe.

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  14. Silvia, m'ero scordato di dirti che di autobiografico c'è sempre tutto,
    a volte locolorisco un po' ma nasce tutto dal vissuto.
    Janas, la pecorina è una pratica sessuale per cui i parters non si guardano in faccia
    Gioia, grazie, ma non ti ci mettere anche tu, ad Altrove mi ci mandano già Luigina e Janas e Meg.

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  15. ma se ti avevo detto nessuna spiegazione....
    ok quindi bendati? :))))))))

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  16. Ciao Massimo, BUON NATALE!

    Sei riuscito a portarmi (e mi sono sentita) in mezzo a voi, in fondo alla chiesa vicina a Bongo e gli altri, con questo avvincente racconto. Sarà per i piedi piatti, anch'io come Cola, che hanno cominciato a reclamare cure a cinquantanni: ma perché in fondo alla chiesa? Non credo per via dei piedi piatti. Ad ogni modo quando entro in una chiesa rimango sempre negli ultimi banchi o posti a sedere. Non ci avevo mai pensato a questo mio comportamento...forse per svignarmela alla chetichella se il prete mi fa innervosire durante l'omelia...

    A presto, ciao :)

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  17. Buon Natale, Massimo.
    Poi torno, adesso sono stanchissima. Buonanotte.
    Sari

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  18. Ecco Janas, bèndati che è maglio
    pensate quanto ci vuol poco a far felice uno come me,
    basta venir qui e scrivere "ciao". Ciao nina
    Nou, Cola l'abbiamo tormentato una vita coi piedi piatti ma davvero,
    comunque il nostro posto era in cima a destra, dalla parte degli uomini.
    A te Sari bada che t'aspetto, non tardare.

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  19. Sono quelle belle storie che rinfrancano la mente e lo spirito e che si leggono tutto d'un fiato. Ricordi di grande semplicità e spessore umano con la giusta dose d'ironia.Bravo

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  20. Beh...io parteggio per quei poveri piccioni, le galline e quelle sfortunatissime lucertole. Eravate proprio terribili e se ci fossi stata io vi avrei sicuramente fatti correre per sfuggire alle mie sculacciate! E poi, poverini quei due vecchietti e tu a pensarli a letto...birbone! ;)

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  21. Auguro un felice inizio del nuovo anno e un sereno proseguimento. Ora non ho tempo, ma tornerò a leggere il racconto.
    Paola

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  22. Sono tornata.
    Saggezza contadina: "tanto se non li ha guariti santa Maria Goretti non lo farà nemmeno l'oculista".
    I nonni non si toccano: "come ti viene in mente, sono i miei nonni!”
    Passatempi dei tempi passati: "Antonio ci aveva insegnato a prendere i passerotti con la rete e col vischio"
    Non si sa mai... "ancora dall’occhio non vedo bene ma non mi ha mai dato problemi (che non sia questa la grazia?)"

    Ci sono sempre tante suggestioni nei tuoi racconti, Massimo ed io leggo con meraviglia questi tuoi fatti perchè sono inediti, per una cittadina come me. Cos'ho da ricordare, io? Il grande negozio di uccellini, il traffico che noi bimbi guardavano dalla finestra di quella che dopo tanti anni si sarebbe chiamata mansarda, con un panno sotto le ginocchia per non prendere freddo, il traffico, i piccioni di piazza Maggiore, le chiacchiere noiose delle nostre mamme vicino al deposito di biciclette e poco altro. Tu invece...
    Se non avessi letto Padre padrone, non avrei saputo cosa intendevi con "pecorina"... vedi quanto serve la lettura? ;))))))))))
    Bravo Massimo, il senso dell'humor alleggerisce la vita e tu sai seminarlo dappertutto.
    Ciao!

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  23. Ho scoperto un narratore! Veramente bravo, mi piace la lingua, i dialoghi, persino i nomi propri!
    grazie, marina

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  24. Alessandra: mi sforzo di scrivere come parliamo.
    katherine: Un giorno ti scriverò del tentativo di fare l'appendicite a una lucertola
    Censorina, Hai letto o no? oppure hai letto ma non me lo vuoi dire!
    Mannaggia Censorina, non tenermi sulle spine!
    beyk happel: egregio, la ringrazio per il confidenziale saluto.
    amanda, nuova amica questa cosa è successa una ventina di anni fa e spero che il Bociolo abbia recuperato lo shocK.
    Sari: Che culo per me che hai letto padre padrone, altrimenti avrei dovuto spiegarti tutto e già sono in difficoltà con Janas.
    marina: ho la presunzione di pensare che dici a me, grazie.

    Per tutti, in questi commenti leggo tra le righe pudicizia che cola,
    ok, mi sta bene, ma uno che si fosse interessato del mio occhio NO!
    e pensare che qualche anno fa un oculista mi diceva
    "ma che accidente c'ha fatto in quest'occhio che ci sono ferite superfiali e profonde nel parenchima?"
    Gli ho risposto solo che era una vecchia storia.
    Ciao a tutti e grazie.

    Censorina se non vieni (a leggere) m'incazzo :)

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    1. Complimenti! Un successone anche stavolta, malgrado i tuoi e... anche miei timori. Guarda che Janas ne sa una più del diavolo e ti ha preso per il..... ;)
      Buonanotte! Sono stremata dopo due giornate da supernonna,mamma,moglie, zia cuoca ecc ma passare da te mi ha cancellato un po'la stanchezza e fatto tornare il buonumore

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    2. Massimo, sei stato tu a dire che l'occhio non ti ha mai dato problemi. E poi contavi sull'effetto della pecorina, sei troppo intelligente per non sapere l'effetto che avresti fatto. Che male c'è? Pudicizia, e dove l'hai vista?
      Ciao.

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  25. Buongiorno Massimo, qui tira un vento che pare voglia spostare le montagne. Tutto vola e, guardando un signore a cui il vento alzava il riporto sul capo, facendolo diventare cresta, ho pensato: chissà come descriverebbe tutto questo Massimo il narratore?
    Ciao

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  26. Ciao Massimo, certo che le storie le sai raccontare! Sembra di respirare aria di altri tempi e altri mondi.
    Auguri per un anno felice e buona giornata a Milano.
    Antonella

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  27. Massimo, un milione di auguri anche a te!

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Ho una gran fiducia in tutti quanti ma sono stato costretto ad aggiungere un test di verifica. Abbiate pazienza.