lunedì 10 dicembre 2012

Fanculo anche al ballottaggio

Sono le sei e mezza, ma è da un pezzo che mi rigiro nel letto e allora mi alzo,
tutto quel che mi serve è messo in fila sulla scrivania da iersera, cibalgina compresa, non si sa mai.
Alle sette e un quarto sono nel seggio a firmare le schede.
Le firme vengono un po’ sghembe: il freddo non aiuta a far firme belle
Arriva Frank, si ferma un po’ e poi se ne va,
Quando torna ha in mano una stufetta che ha preso dal cesso di casa.
Anche oggi quella poveretta della moglie avrà un motivo per incazzarsi.
Il freddo pela lo stesso, ma quella, che butta aria calda nei piedi è già qualcosa,
almeno ci togliamo i cappucci dalla testa e cominciamo a sembrare cristiani.
Sono le otto, ci siamo tutti e si comincia.

“Scusate  ehi voi, scusate ma ho messo nell’urna la tessera elettorale invece della scheda”
Guardo l’Agostina e mi passo le mani tra i capelli.
Lei si avvicina  e mi dice all’orecchio:“La meni domani, adesso fai il bravo”
“Signora non posso aprire l’urna, quando faremo lo spoglio potrà riprendere la sua scheda”
“Quando?”
“Stasera alle otto”
“Ma io non posso aspettare”
“Perché? Non ci sono mica altre elezioni in giro oggi. Stia tranquilla, gliela porto io a casa”
Come inizio non c’è male.
L’Ago ha portato le crostate che ha fatto l’Alberta, sua mamma, così le offriamo ai votanti
e diciamo che le abbiamo fatte coi due euri che hanno versato la settimana scorsa.
Ridono felici e mangiano una fettina tanto per gradire.
Le operazioni si svolgono alla svelta, ogni tanto qualche piccolo incidente
come quello che porta una bottiglia di vino dentro e si mette a distribuirlo
e mi tocca fermarlo perché non voglio alcolici nel seggio.
Qualcuno vuol votare senza avere il consenso del coordinamento provinciale e
l’Antonietta si incazza come una bestia quando le dico che non può votare
“Allora cosa son venuta a fare?”
“Antonia, abbi pazienza, non ti son venuto mica a chiamare io, non t’incazzare con me.
Se ti sei iscritta venerdì e non hai il permesso a votare non puoi farlo, il regolamento…”
“E’ una regola del cazzo!” gira i tacchi e se ne va
Arriva uno e dice che ha fatto richiesta via mail e, per la legge del silenzio assenso, vuol votare
“Guardi che qui è il contrario, se non ha avuto l’autorizzazione non può votare”
“Ma io pago i due euro”
“Non è una questione di soldi, il regolamento prevede…”
“Andate a fanculo voi e il regolamento”
Fortuna che tipi così ce ne sono solo due:
gli altri che si sono presentati si son fatti bastare un “no”
e sono andati via senza commentare o almeno non li abbiamo sentiti.

L’unico che ha avuto il permesso è Alfio, 88 anni, abita sopra casa mia.
Tutti i pomeriggi si chiude nel garage, si mette le cuffie e mentre ascolta la musica
suona un tamburo menando come un forsennato.
Un giorno che menava più del solito ho bussato nella serranda e gli ho chiesto
“Ma che cazzo suoni?”
mi fa vedere un cd  “Led Zeppelin  - Led Zeppelin IV”
pensai “E’ pazzo! Rock a 88 anni, sognerà di essere Nick Mason”
“L’ho trovato qui davanti, è tuo?”
“No, non è mio, io i Led li tengo in cassaforte”
Ma per precauzione sono andato a vedere, hai visto mai…
Indossa sempre un camicione felpato a quadri grandi fatti da righe rosse e blu, sempre quello,
gli arriva ai ginocchi perché lui è corto e la camicia è lunga;
era meglio il contrario, ma ormai è andata così,
o ne ha una decina o quel camicione è diventato una cotica;
sulla testa tiene un cappello con la visiera con sopra la papalina.
Lavorava per il comune e faceva il chiappacani poi ha fatto il fontanaro
e poi aggiustava le caldaie. Quando è andato in pensione gli hanno fatto una gran festa
su al comune, poi hanno chiuso il portone per paura che tornasse.
C’ha un ape furgonato, ci carica la moglie e la scarrozza dappertutto anche sulle scalinate
che qui da noi, visto che la città è fatta su una ripa, ce ne sono più che di strade.
Quando arriva dice che è stato male per tutta la settimana come se dovesse giustificarsi con noi.
“Ma se t’ho visto tutti i giorni a scorazzare con l’ape”
“Andavo a far la spesa con la febbre che sta male anche la Rosa” Che bugiardo!
Gli chiedo i due euri che fa finta di cercare e ovviamente non li trova, c’avrei giurato!
“Non ti preoccupare, li metto io poi a casa però me li ridai”
Son sicuro che non lo vedo più fino a Natale.

I votanti al primo turno erano 422, quelli al secondo 382: un successo incredibile.
Tutti felici di poter scegliere quello che correrà per la Presidenza del Consiglio.
E’ uno spettacolo: li saluto tutti con un grazie perché mi stanno riempiendo il cuore di gioia.
E’ vero, i giorni scorsi c’è stata tensione, sono volate parole pesanti,
dubbi e sospetti, oggi no, ho accanto a me Renzo che sta da una parte che non è la mia,
ma andiamo d’accordo e ci intendiamo bene, mi fido di lui, è un compagno.

“Possiamo votare anche per nostro figlio?”
Sono una coppia circa della mia età
“Signora, il voto è individuale”
“Ma noi siamo una famiglia, lo sappiamo per chi voterebbe lui,
adesso studia a Bologna e non possiamo mica farlo venir giù tutte le settimane,
ci costerebbe troppo, io non ho più il lavoro…
I suoi documenti li abbiamo tutti, anche il foglietto da staccare per il secondo turno”
Io e Renzo ci guardiamo e non ci diciamo niente
“Firmi qui” dice lui
“Grazie, quando glielo diremo sarà contento”
Soprattutto avrà capito che non ce ne frega niente per chi vota,
ci importa di lui, di quello che pensa, e c’importa che ce lo faccia sapere,
lo so che secondo regolamento ho sbagliato ma son contento di averlo fatto,
ho riconosciuto queste tre persone come fossero una cosa sola, una famiglia unita.

E’ tornato l’uomo sandwich, stavolta senza cartello, sta sempre attaccato al telefono
e ogni tanto mi chiede in quanti hanno votato.
Faccio finta di pensarci e poi sparo una cifra, la volta dopo la diminuisco
e lui scrive e manco si accorge: basta scrivere e sentirsi compresi nell’ingranaggio,
non importa cosa scrivi, l’importante è che si sappia che lui manda i numeri,
del resto passare da uomo sandwich a comunicatore con cellulare
è stata una carriera fulminante.
Alle prossime elezioni sarà nominato urna e gli infileremo le schede arrotolate...

Sono le otto
 “Ago, vai te a chiudere la porta?”
L’Agostina si avvia e mentre gira la chiave due persone bussano al vetro
“E’ chiuso” loro bussano ancora, l’Agostina mi guarda
 “Ago, fa finta che mancano due secondi e falli entrare, anche loro hanno diritto al voto”
Lei apre e so che lo fa volentieri, è brava l’Agostina, è nella Segreteria del partito.
I due votano e quando vanno via ringraziano fino alla porta,
non ci giurerei, ma mi sa che hanno ringraziato anche da fuori.
Facciamo lo spoglio velocissimi, nessuna nulla, nessuna bianca, nessuna contestata
una tessera elettorale recuperata.
Le elezioni si devono sentire dentro, se sei convinto che sono importanti le fai bene
E la gente ha capito che stavolta erano importanti,
hanno capito tutti che c’era bisogno del loro consenso
per designare chi ci avrebbe governato per i prossimi cinque anni.
Ci salutiamo, abbraccio Renzo, lo ringrazio e porto tutto in sezione (pardon, circolo)
La Tamara è attaccata al telefono che manda i risultati al coordinamento provinciale,
sento che per non sbagliare li ripete due volte,
ogni tanto alza la testa e dice :“Per favore andate a parlare di là che non mi fate capire niente!”
Si capisce bene che quel “per favore” è un ordine e tutti vanno via,
ma tempo tre minuti si ritrova con un altro gruppetto davanti pronto per essere cacciato.
Anch’io mando i risultati al coordinamento nazionale che mi ha chiamato
per la terza o quarta volta, ma non gli avevo mai risposto perché ero sempre indaffarato.
Fotocopio tutto, impacchetto e… finito, sono soddisfatto, si chiacchiera coi compagni
e si decide per una pizza al Giardino della Galla;
qualcuno avvisa la Tamara che siamo là e andiamo.
Dopo un po’ ci raggiunge il Segretario con la fidanzata nuova di zecca:
è una del nord che potrebbe essere mia figlia (manca poco che non possa essere anche la sua)
Ci raggiunge la Tamara che mi porta i fogli che ho fotocopiato:
li avevo lasciati al partito (ho la testa per aria, vuol dire che sono emozionato).
Lei ha un orecchio rosso che non vi dico,
“Ma non potevi cambiare orecchio ogni tanto?”
“Ci sento solo da quello”
Suona il mio cellulare: “Pronto”
“E’ il coordinamento nazionale, abbiamo bisogno che ci ripeta i risultati del suo seggio”
“Ma ve li ho detto mezz’ora fa!”
“Bisogna che ce li ripeta”
Questi hanno voglia di mandarmi di traverso la pizza.
“Si, aspetti un attimo…”
Torniamo tutti a casa, vien giù qualche goccia e forse stanotte nevicherà
è l’una e qui fuori si sta bene, è un freddo che pela ma aspetto un po’ prima di entrare,
penso a D’Alema che adesso dovrà lasciare e passerà le giornate tra la vigna e l’erba spagna
non ce lo vedo proprio, vedo meglio Veltroni a far la maestra d’asilo in Africa.
Suona il telefono “E’ il coordin…” spengo senza rispondere, sarò maleducato?
Fanculo anche al ballottaggio!!

21 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Direi che gli originali sono passati tutti, ma proprio tutti dal tuo seggio . Sarai mica una calamita? Mi è rimasta nel cuore quella che ha lasciato la tessera elettorale nell'urna.:) Effetto 21 /12/2012?
    :)

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  3. Oltre tre milioni di persone nu so' mica barzellette!
    Io ho votato entrambe le giornate e...chi vivrà vedrà.

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  4. Bella giornata, davvero! Bravi voi dei seggi e bravi noi a presentarci: dovremmo essere molti di più e non aver bisogno di coalizioni. Mah! C'è qualcuno che non voglio nominare, come fosse già morto, e se i giornalisti facessero altrettanto costui non si divertirebbe tanto.

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  5. Mi è piaciuto questo post,come quello precedente, il descrivere particolari situazioni che spesso accadono, ma in tutto ci vuole passione e qui emerge. Ho pensato ad anni fa, quando partecipavo anch'io e mi sono emozionata. Un abbraccio.

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  6. Uno spaccato di vita vera della parte sana di questo nostro paese che vuole essere protagonista responsabile del suo futuro nel rispetto di chi non la pensa allo stesso modo, ma con una dose di buon senso che certi politici non hanno. Bravo Paolo! Continua così

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  7. @ Le persone originali le incontriamo tutti i giorni
    a volte non ce ne accorgiamo,
    Grazie deldoppio comme to,se tutti facessero come te farei un figurone nelle statistiche!
    @ noi vedremo perchè ci saremo! Ci mancherebbe altro!
    @ Fra un mese si replica, nuova consultazione per la Camera e il Sanato, so che sarai in prima fila.
    @ Adesso che fai mi mandi il fazzoletto da lavare?
    @ A te faccio fatica a commentarti sorellina cara, sei troopo buona in pubblico e mi strapazzi in privato, meglio così, il contrario sarebbe peggio.

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  8. Scusate, mi hanno insegnato a fare sta faccenda della chiocciola ma devo aver capito male, allora citerò nell'ordine i destinatari delle risposte:
    giacy.nta
    il monticiano
    Nou
    riri
    Luigina

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  9. Massimo, a leggere i tuoi post "militanti" (oltre agli ultimi due mi riferisco anche a quello della festa dell'Unità) mi pare che il tuo impegno, ammirevole, è ripagato dal godere di un osservatorio privilegiato dal quale sai cogliere personaggi, storie e vicende di ordinaria straordinarietà. Ottimi ingredienti per i tuoi gustosi racconti.
    Quindi vorrei dire, citando la topica di una mia vecchia conoscente, che sei veramente bravo a unire l'utile al "divertevole".
    Ciao!


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  10. L'Alfio 88enne che suona i Led Zeppelin me lo devi far conoscere!
    Mitici tutti, loro e tu.

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  11. :))))))))))) va beh servono commenti, ho passato il tempo a ridere...”
    Led Zeppelin a 88 anni? e poi ..."un ape furgonato, ci carica la moglie e la scarrozza dappertutto anche sulle scalinate" ma chi è, ZUPERMAN? :)))))))))))))) Mitico!!

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  12. Come dice Luigina, sei bravo, Paolo e mi sono divertita a leggere la cronaca del ballottaggio... ma è stato Alfio a farmi commuovere. A proposito, non dirgli che quel disco dei Led l'ho perso io, glielo regalo. ;)))
    Le chitarrate del gruppo metterebbero energia anche a un paralitico e credo che lui si manterrà giovane proprio grazie a quella musica.
    La chitarra, elettrica o meno... che nostalgia il mio Duane Eddy...
    Ciao, buona serata.

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  13. Ciao nina, non sei da meno e la tua terra t'aiuta ad avere spunti.
    Sari, m'haicostretto ad andare a risentire Duane Eddy: grande,anche se i più non lo conoscono,
    Buona sera dottor beyk happel scrive molto bene in italiano lei,
    Janas, allora, Alfio ha una decina di studenti in centro città e altrettanti in giro per il circondario tutti rigorosamente in nero, l'estate scorsa ha aperto una finestra abusiva nel suo appartamento e ha detto che il permesso l'ha avuto a voce;
    nella casa in campagna ha tirato su un appartamento abusivo ma lui dice che è regolare è solo che l'ingegnere s'è scordato di metterlo nel progetto. Ha due garage attigui in cui fa fatica a mettere l'ape tanto son pieni
    e ha piantato la bietola e le cipolle nelle fioriere condominiali che controla dal suo terrazzo. Ha un rullante su un treppiede e suona come un pazzo.
    Tutto quel che fa gli viene perdonato perchè vecchio ma sai che palle averlo intorno!

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  14. Nucci Massimo, corri a dire ad Alfio che rivoglio i "miei" Led Zeppelin e che la sua età è un'aggravante al suo comportamento scorretto, altro che perdono. :(

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  15. Il mio tono era scherzoso ma l'argomento è serio, per me. Scusa se mi sono permessa quel commento, Massimo.

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  16. l'avevo capito, grazie per lo scemo! :-)

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  17. Troppo bella questa. Una specie di...panino con la mortadella al pepe. :))

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  18. Ciao Massimo, leggendo le tue disavventure alle primarie, la prima cosa che mi ha fatto
    piacere, è stata : la pensa come me ed ho provato gioia.
    passo al tuo commento al mio - quando morirò....- per dirti che sì, hai ragione ci vuole
    ancora tempo, solo era una cosa che volevo dire da tanto...
    In dialetto calabrese per dire "tua sorella", non si dice sorèta, ma tò soru.
    Ciao per adesso, a presto.

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  19. Avevamo capito, anche con la chiocciola;-) Ha ragione Janas fanno ridere anche i commenti:-)) Adesso non piango, ho altro da fare e poi non ne avrei il tempo ahahahah, piuttosto mi va di ridere e qui è uno spasso!!Buon fine settimana.

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  20. Comunque è stata un'esperienza da ricordare.

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Ho una gran fiducia in tutti quanti ma sono stato costretto ad aggiungere un test di verifica. Abbiate pazienza.