giovedì 16 agosto 2012

PD or not PD


Questa è una cosina che ho scritto al tempo della fondazione del PD
l'ho trovata in giro per il computer,
adesso la metto qui
così so dov'è.

Oggi alla tivu si vede gente che fa discorsi, si emoziona
e cade qualche lacrima,
qualcuno penserà che è tutta scena e qualcun altro penserà
che si emoziona anche chi non si avrebbe mai pensato potesse farlo.
Sono giorni difficili,
anche nei congressi provinciali c’è stato qualche momento di vera commozione
e qualche compagno ha dovuto interrompere il discorso o continuarlo con la voce rotta.
In casa ne abbiamo parlato, i ragazzi sono convinti che si stia facendo bene
e magari si aspettano che anche io aderisca con maggior trasporto.
Ma come si fa a pensare di doversi dividere da compagni
che hanno passato con te  quaranta anni di partito,
gente che è venuta alle manifestazioni con la stessa bandiera
che, anche se ogni tanto cambiava (ormai ne ho un baule) era una per tutti,
compagni che dai tempi dell’eskimo
hanno vissuto insieme tutti i travagliati passaggi che ci hanno portato fino ad oggi.
Io ascolto i discorsi e sento che sono tutti belli,
non riesco a dare torto a nessuno
di quanti dicono che il cambiamento è necessario, anzi indispensabile,
e di quelli che dicono che invece dovremmo rimanere quelli che siamo
ma dentro ho qualcosa che mi preme nel petto.
Forse han ragione i ragazzi e io sto invecchiando.

6 commenti:

  1. Massimo a mio parere cambiare non vuol dire rinnegare quello che si è stati prima, ma vedere il nuovo alla luce dell'esperienza, senza pregiudizi o restare troppo fedeli a simboli esteriori. Mi auguro che ciò che ti premeva in petto allora sia rimasto, perché si può essere vecchi dentro anche a 20 anni e non mi sembra il tuo caso. Lo dimostra anche la tua caparbia nel non arrenderti alle difficoltà incontrate nel creare i tuoi blog.

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  2. Grazie Luigina
    la caparbìa c'è stata anche grazie a te,
    non volevo fare la figura del rincoglionito
    e allora mi son dato da fare.
    Ho cambiato, sono tesserato PD da subito,
    non ho cariche ma frequento la sezione (pardon ora si chiamano circoli).
    Mi dispiace per la tua macchina da presa,
    eppure dalle foto intuisco che tuo marito sia persona attenta e ordinata,
    ma ste cose possono capitare a tutti.
    Stamattina ho Bianca, la mia nipotina
    appena posso vado a scrivere qualcosa sul tuo blog
    perchè quella faccenda delle crisi che fanno crescere non mi garba del tutto.
    Ciao.

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    1. eh..direi infatti che non è la crisi che fa crescere, ma, come ti diceva Luigina, penso che sia il cambiamento, ovvero la capacità di non fossilizzarsi, che può portare alla crescita;
      poi certo, a volte siamo lenti a percepire la necessità di trovare altre strade quando quelle già percorse si rivelano non più risolutive, così invece di intuire e cercarne di nuove,( magari un po prima di arrivare al capolinea), dobbiamo toccare il fondo, giungere alla crisi, per cercare la risalita;
      se fossimo un pochino più tempestivi e/o intuitivi, forse capiremo per tempo quale vela giusta issare quando cambierà il vento!


      giusto... Buon vento!!

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  3. Beato te che ti lasciano fare il nonno! Io ne ho 2 ma li vedo raramente ;( Il mio post sulla crisi non si riferisce solo a quella economica, che tuttavia influenza non poco anche altri tipi di crisi. Ho notato che l'orario dei tuoi commenti è un po' sballato. Regola la data e l'ora del tuo computer. Non ho ancora perso il vizio di far la maestra come vedi, anche se sono in pensione già da un pezzo, ma serve anche a me per non rincoglionire più rapidamente: al cervello purtroppo e per fortuna non si può fare chirurgia estetica con iniezioni di materia grigia :)))

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  4. Janas!!!
    Ecco, la capacità di reagire a situazioni sfavorevoli aiuta la crescita,
    ma siccome detta capacità non è uniformemente distribuita
    è indispensabile che ci siano quegli aiuti (e non solo stimoli)
    affinchè nei momenti di crisi non si creino disperazione e sconforto
    nelle fasce di polazione più esposte.
    C'è gente che già Al varo della barca capisce quale vela issare,
    personalmente lo capisco sempre quando sono in mezzo alla tempesta
    e mi tocca far salti mortali per rimediare.
    Luigina,
    oggi minestrina con una cucchiaiata di parmigiano, vitello frullato e un filo d'olio,
    poi un pezzetto di banana schiacciata con la forchetta.
    Lavato culetto e cambiato pannolino dopo la passeggiata
    Ha il culetto più bello dell'entroterra marchigiano
    ma non dirlo a nessuno sennò c'ho la fila davanti al portone.
    Le maestre sono sempre in cattedra, anche mamma lo era
    nonostante fosse maestra d'asilo, non preoccuparti.

    Adesso guardo l'ora e vedo se sono capace di cambiarla.
    Arrivederci a tutte due,
    non immaginate nemmeno quanto sono felice di avervi conosciuto.
    Ciao

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  5. Anch'io sono felice di avere incontrato te e i tuoi lettori, Massimo.
    Scorrendo le tue righe, un po' rido e un po' mi commuovo perchè ci sono sentimenti importanti che scorrono fra parole leggere.
    Che la passione non t'abbandoni mai.
    Ciao.

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Ho una gran fiducia in tutti quanti ma sono stato costretto ad aggiungere un test di verifica. Abbiate pazienza.