giovedì 9 agosto 2012

Bandiera rossa trionferà


“Bandiera rossa la trionferà…lalà lalà lalà lalalala la la “
Chissà chi gliel’ha insegnata,
però in un posto dove la parrocchia si chiama “branco popolo libero”,
bandiera rossa la senti in ogni cantone.
“Bandiera rossa la trionferà…lalà lalà lalà lalalala la la   ciao Donatella! “
la canzone finisce sempre così, “ ciao Donatella!”.
E così Franceschino cammina con passo svelto
e fa finta di fumare baciando il medio e l’indice a larghi gesti.
La mattina passa alla Ras assicurazioni, è li fuori già alle nove, appena aprono
per salutare la Lucia, dev’essere una vera passione
perché torna ogni ora anche se gli dicono di andarsene.
“sei juventino vero?
Quest’anno torniamo in A
Scusa se ti ho messo paura
Dammi la mano e saremo amici”
Tutto di un fiato che devi stare attento sennò non capisci cosa dice,
e se rispondi a vanvera ti guarda storto.
La madre in casa e lui sempre fuori,
tanto qualcuno che lo bada lo trova sempre.
Un giro sotto i portici; fruttivendola, giornalaio,  lavanderia e commercialiste
solo se ci sono Rossella e Monica, se c’è la Lorena no, lei lo sgrida
e allora lui non entra perché lo sa se Lorena è in ufficio,
riconosce la macchina lui, mica è stupido!
Poi torna, saluta le macchine per la strada, va a pranzo
e alle due è sulla porta di casa mia che mi aspetta,
quattro chiacchiere sulla juve, Buffon e Del Piero,
qualche parola sentita la mattina, mozziconi di frasi dette cosi
solo perché gli sono piaciute, tipo “’st’estate poca acqua” oppure “ è passata la legge”.
Se quando arriva sono già in casa mi bussa dai vetri
e sta li finché non gli vado ad aprire la finestra
“hai mangiato Franceschino? Vuoi mangiare con me?”
“Fuori pasto non si mangia!”
Me lo dice come un rimprovero.
Quasi mi manda di traverso la pasta.
Il congresso dei DS lo abbiamo fatto qui , nella sala di quartiere e lui, Franceschino,
era in prima fila tra il sindaco e il presidente della Provincia,
è stato a sentire tutto, ad un certo punto quando si facevano gli interventi
e ciascuno si alzava per dire la sua, si è alzato anche lui, ha chiesto ad alta voce
“Che ora è?”
“Le undici Franceschino”
“E’ tardi, dobbiamo andare tutti a letto, domani si lavora, non si va mica alla messa!”
S’è infilato il cappotto e sbattendo i piedi a ritmo
è uscito attraversando tutta la sala e cantando
“ban-diera rossa la trion-ferà…..”
Dopo un po’ tra il silenzio che s’era creato, s’è sentito,
ormai lontano ma più forte del solito
“CIAO DONATELLA!”
C’è voluto quasi un minuto per farci tornare al congresso,
come se Franceschino ci avesse messo una pulce nell’orecchio
forzandoci a una riflessione inaspettata e difficile da ricacciare indietro.
E dal fondo sala arriva un anonimo commento
“Sarà mica che l’intelligente è lui e noi non abbiamo capito un cazzo!?”

6 commenti:

  1. Finalmente! Direi che quasi ci siamo con i tuoi blog. Ancora qualche particolare da correggere e migliorare, ma sei stato bravo! Complimenti per non aver desistito. Anche l'ultimo racconto è all'altezza dei due precedenti. Ti auguro un bel wfine settimana. Domani vado in barca anch'io a Gargnano per la 3a uscita del 2012 del Progetto Itaca.

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    1. luigina, sto ancora provando

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    2. adesso funziona,
      Ho dovuto togliere google crome.
      Come è andata la gita in barca?
      Io da Gargnano ci sono partito due volte per la 100 miglia del Garda,
      è un bel paesotto con un bellissimo porticciolo.
      Hai letto anche l'ultimo post?
      Sto preparando un altro raccontino, lo posterò i prossimi giorni.
      Ciao Luigina, fatti sentire ogni tanto, sono contento,
      di qui non passa mai nessuno.
      Buona notte.

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    3. Leggo con piacere che abbiamo un amicizia in comune :) ...anzi più di una!

      “Sarà mica che l’intelligente è lui e noi non abbiamo capito un cazzo!?”
      Splendida chiusura per un bellissimo racconto, che trovo anche molto tenero!!
      Mi riporta alla mente un interrogativo di un altro genio:

      Talvolta un pensiero mi annebbia l’Io: sono pazzi gli altri, o sono pazzo io?

      L’importante è non smettere di fare domande.

      (diceva Einstein...)

      vado a leggere gli altri racconti...

      Namaste


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  2. Ciao Massimo sono contenta che finalmente tu sia riuscito a commentare anche sui tuoi blog. Anch'io ho avuto problemi con Google chrome, xciò sono passata a Mozilla. Ora il prossimo passo potrebbe essere quello di completare le tue informazioni personali, magari con la foto che prima appariva cliccando sul tuo nome. In alto a dx dovresti trovare un riquadro rosso con scritto modifica profilo e lì puoi inserire tutte le informazioni che ritieni utili, ricordandoti poi di salvare il tutto in fondo alla pagina. La regata di Gargnano è andata bene dal punto di vista ..velico, che potrai vedere e leggere nel mio ultimo post, ma è stata guastata da una disavventura a mio marito che mi accompagnava, perché durante una virata, gli è scivolata di mano la videocamera, con cui ci stava riprendendo, inghiottita dal lago, senza possibilità di recuperarla. Meglio la videocamera che lui dirai, certo, ma l'amarezza per entrambe è tanta, unita anche a tante altre preoccupazioni. Sì ho letto anche l'ultimo tuo post, perché nella barra laterale del mio blog ho messo l'elenco dei blog che seguo e quando inserisci un nuovo post ne appare sotto il titolo. Purtroppo Facebook sta uccidendo quasi tutti i blog, ma anche se lì la comunicazione è più immediata trovo che sia molto superficiale e dispersiva. Insomma fra FB e il blog passa la stessa differenza che c'è fra una corrispondenza epistolare e gli sms inviati col cellulare. Il mio era molto seguito fino a poco tempo fa, ora sono solo pochi affezionati. Ma a me non interessa la quantità dei commenti, anche se ci sono molte strategie per far conoscere il tuo blog, basate spesso sul do ut des, che io detesto. Resto in attesa di poter leggere il tuo ultimo raccontino. Appena posso commenterò anche i precedenti.

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  3. Un altro personaggio da volergli bene, tratteggiato con delicatezza e affetto.
    Che piaere averti incontrato!
    P.S. condivido il parere di Luigina: facebook è troppo superficiale: una vera noia

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Ho una gran fiducia in tutti quanti ma sono stato costretto ad aggiungere un test di verifica. Abbiate pazienza.